APHRODITE

9 settembre 2011

Ecco una nuova avventura dei due bu…

Siamo a Nizza, durante una vacanzina di circa una settimana. Inizio settembre, tempo splendido, sole e caldo (ma non troppo). Un’ottima occasione per riposarci tutti in vista dei nuovi impegni lavorativi che ci attendono al rientro…

MA

Il bu decide di dedicarsi ad una vacanza “culinaria”, così comincia a cercare ristoranti nuovi in cui sperimentare una cucina alternativa. Così egli trova sulla sua guida Michelin personale un paio di posti che non possiamo evitare. Non si può nemmeno presentarsi al ristorante senza averlo visto, no??? Così inizia il giro… PRIMO GIORNO: alla sera avviamento verso il locale identificato, pausa riflessiva davanti all’ingresso e al menù… poi rientro a casa. SECONDO GIORNO: ritorno al locale prescelto e appostamento a pranzo per verificare il target dei partecipanti….  TERZO GIORNO (e siamo a venerdì) decisione di avviarci all’ingresso e di ENTRARE.

Ci troviamo in un locale molto chic, ha una stella Michelin e il personale dimostra tutta la sua particolarità.. Ci fanno accomodare in un tavolino riservato, rotondo, in fondo al ristorante. Siamo su una “panchetta” (come le chiama il bu) e osserviamo tutto il locale. ARRIVA LA CAMERIERA… cosa ordinate??? (parlano tutti in FRANCESE, ma non il francese classico… sembra inglese, assurdo e troppo mangiato………..). Non capiamo nulla, così gli chiediamo il menù indicato per il dejeuner. Dovrebbe trattarsi di un menù composto da un antipasto, un secondo, un dolce.. Certo, dice il cameriere, ordino subito.. Sì, ma cosa ci porti??  E qui comincia una lunga storia in francese che non so nemmeno ripetere..

Va beh micky, goditi l’ “avventura”…

Arriva il MISE EN BOUCHE, solitamente offerto dalla casa. In questa occasione ci portano un bicchierino di verdurine, sembra una caponatina fredda. Purtroppo il profumo tradisce il tutto, la micky sente il solito aglio e non vuole nemmeno assaggiare. Inoltre ci deve essere anche parecchio aceto. MA il bu insiste, le dice che l’aglio non l’ha nemmeno visto. Sarà, sta di fatto che lei assaggia e rafforza il suo pensiero.. Bu non mi piace, per favore mangialo tu.. in fondo se a te piace (e con quello che andremo a pagare) devi mangiarlo, non si può avanzare nulla… Ok.. quindi lui finisce il suo, prende il bicchierino di lei e mangia.. mangia mangia e cosa trova?? Una fesa d’aglio intera, cruda e puzzolente…. Cominciamo bene….

Nel mentre arriva il sommelier.. non possiamo di certo pranzare senza un po’ di vino… Certo che no! 2 verre di roseline per favore… ok, lui va.. e torna con una super bottiglia di rosé, senza dirci nemmeno il prezzo dei due calici.. pace, dobbiamo pur bere qualcosa…  e l’acqua? facciamo una san pellegrino, in fondo l’evian costa uguale ed è più cattiva… così sempre lui ci porta una bottiglietta mini di acqua, la versa nei bicchieri e, logicamente, finisce subito. Ne volete ancora? No no, va bene così… non abbiamo mica soldi da buttare nell’acqua noi…

Durante tutto questo intrattenimento vinifero e acquifero arriva il nostro menù: l’antipasto. Scusi, ci può ripetere cos’è? Certo… è ……….. Ok, si assaggia. Sembra una specie di frittatina rotonda con delle cipolle stufate sopra e dei funghi. La micky consegna i funghi (che sembrano anche buoni) a lui e si getta sulla frittatina alle cipolle. Sono un po’ scure, tra l’altro anche strane di sapore… E il bu ride… la fa mangiare e all’ultimo boccone le dice:

guarda che forse non era onion, era agneau, quindi ti sei mangiata il patè di agnello…….

Caspita, che notizia…. di bene in meglio! E ora cosa arriverà????? Fortunatamente arriva un secondo da un aspetto magico: si tratta di un pesce (filet de flettant) (non ci si deve nemmeno chiedere che tipo di pesce sia, tanto non lo scopriremmo mai) con un contorno (delle radici)… Devo ammettere che quel pesce era buono, molto.. però un po’ pochino….

Passiamo al dolce? Magari arriva un super dolce e si recupera! Arriva così un dolce di fragole, composto da merighe alla fragola, crema pasticcera e gelato ai frutti di bosco. Anche questo buono, un po’ semplice ma buono.

Ordiniamo, in fine, i caffè. E chi arriva a prendere l’ordinazione? Il sommelier… Questa (ammetto) è la prima volta che ci capita. Ci porta la lista dei caffé e per ogni qualità ci offre un corso rapido di conoscenza delle varie tipologie… Mi par giusto che i bu non ci capiscano quasi nulla, così optano per due nomi che li ispirano sul menù, lui il più caro, lei il più strano. Arrivano così i caffè, accompagnati da meringhette di gusti scelti insieme al sommelier per accompagnare la degustazione.

SUNTO: il posto è strano, camerieri antipatici che non spiccicano una parola che non sia in francese. Cucina alternativa, può piacere o meno ma noi non possiamo giudicare da un menù fisso di mezzogiorno.. si tratta comunque di una stella michelin, si sente la particolarità del cibo e della cucina, però piacerebbe capire cosa si stia mangiando… sul prezzo poco da dire……… i due menù sono a 27 euro l’uno, quindi vale la pena venire per assaggiare la bravura dello chef (David Faure). Peccato che con 2 bicchieri di vino, l’acqua e il caffé il conto sia lievitato a 82 euro…. è una esperienza un po’ cara, però ne vale la pena (una volta nella vita, poi si va da un’altra parte!)

 

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